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Amara Mistress e dolce schiavo

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Io sono una mistress amara che, una volta nella sua vita, ha provato il piacere di stare con uno schiavo dolce che mi ha permesso di vivere il piacere massimo e di rimanere ampiamente soddisfatta del rapporto consumato con lui.

La mistress dal modo di fare amaro

Lo ammetto: sono una padrona molto severa e molti miei schiavi mi definiscono amara per il mio modo di porsi con loro.
Ma questo deriva anche da un fatto molto importante che molti schiavi sembrano dimenticare: io mi comporto in questo modo per il semplice fatto che non riesco ad essere completamente soddisfatta dal loro modo di fare, molto spesso deludente.
Sono una mistress che pretende e dovete sapere, care mie colleghe che si trovano nella mia stessa situazione, che in alcune volte trovare uno schiavo perfetto sembra essere impossibile.
Ma dovete sapere che la nostra vita da dominatrici a volte ci regala non poche soddisfazioni e posso dirvi che una volta mi è capitato di stare con uno schiavo talmente dolce che mi sono letteralmente sciolta e mi sono lasciata andare.
Ma state bene attente, care mie: non mi sono assolutamente concessa sessualmente ma ho permesso al mio schiavo di vivere delle piccole pratiche che si sono contraddistinte per la passione, visto che una volta nella mia vita da padrona ho provato una goduria molto intesa che mi ha permesso di raggiungere un piacere unico sotto ogni aspetto.
E finalmente mi sono sentita soddisfatta.
Ma bando alle ciance, mie care amiche padrone come me amare fino alle ossa e schiavi che volete rendere felici le vostre padrone: ora vi racconto come una bella mistress severa come me è riuscita ad essere meno amara grazie al suo dolce schiavo.

Lo schiavo dolce che mi ha fatto felice

Ero pronta ad incontrare il mio prossimo schiavo e nella mia mente vi era un solo pensiero: volevo che al mio prossimo sottomesso rimanesse bene impressa nella mente il mio modo di fare severo e privo di ogni tipo di indulgenza.
Appena feci entrare il mio schiavo notai subito come questo era diverso dagli altri: lui si presentò presso la mia reggia con un dono, ovvero un mazzolino di fiori ed una scatola di dolcetti.
In un primo momento mi veniva voglia di mandarlo via ma le sue parole mi lasciarono completamente sorpresa.
Mi disse che aveva pensato che ad una padrona un dono di presentazione avrebbe fatto molto piacere, soprattutto perché ero la padrona più bella che aveva avuto.
Sorrisi e pensai che si sarebbe pentito di quelle sue parole ma la fase successiva del suo modo di fare mi lasciò completamente di stucco: vidi che si stava denudandosi e si mise subito a carponi, incitandomi a fare di lui quello che volevo.
Questo suo atteggiamento mi sembrava in parte quasi una sfida ma decisi di contenermi: non volevo punirlo immediatamente ma, al contrario, volevo che la stessa fosse crescente.
Mi tolsi subito le scarpe e gli ordinai di leccarmi i piedi e lui, prima di eseguire tale pratica, mi disse che per lui era un onore assaporare dei bellissimi piedi come i miei.
Iniziò quindi a leccarmi la pianta: il mio schiavo dolce, come mi piace definirlo ora, esegui la pratica con tanta lentezza e delicatezza che io mi stavo letteralmente rilassando.
Era raro per me trovare uno schiavo che sapesse come adorare perfettamente i miei piedi e questa pratica mi fece rimanere quasi estasiata dal suo modo di fare.
Ma nella mia mente mi ripetevo che non dovevo dargli troppa soddisfazione, seppur non riuscivo ad essere crudele con lui.
Decisi quindi di legargli le mani e di fargli bere una bibita bevendola dal mio piede e lui, eccitato come non mai, mentre beveva continuava ad adorare i miei piedi.
Feci il possibile per fargli passare questa sorta di dolcezza ma più lo colpivo, più lui mi adulava e mi faceva sentire bene.
Al termine delle diverse pratiche, tra le quali spiccava il trampling con lui che proseguiva a leccarmi i piedi mentre stavo su di lui sul suo stomaco, decisi di premiarlo e gli chiesi cosa voleva ricevere come premio.
Mi disse semplicemente che era felice e che era contento di aver trovato una padrona tanto clemente e bella con lui che era riuscita a fargli assaporare dei piedi perfetti.
Decisi quindi di fargli adorare le mie leve inferiori per altri pochi minuti, che si tramutarono in circa mezz’ora visto che sapeva come farmi rilassare ed eccitare prendendo i miei piedi in bocca ed adorandoli.
Andandosene via mi baciò la mano e mi ringraziò per la bella serata trascorsa con me.
Il mio dolce schiavo era riuscita a farmi diventare meno amara e ogni tanto, quando mi sento troppo acida, decido di offrirgli la possibilità di vedermi nuovamente, visto che con la sua dolcezza riesce a farmi star bene e soprattutto a farmi raggiungere quel piacere unico che solo una vera padrona riesce a provare con lo schiavo perfetto.

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